Meccanismo
microgliale in autismo e schizofrenia
GIOVANNA REZZONI
NOTE E
NOTIZIE - Anno XXIII – 21 marzo 2026.
Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Società Nazionale
di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a
notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Società, la
sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici
selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori
riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Società.
[Tipologia del testo: RECENSIONE]
Le cellule della microglia
rappresentano un importante costituente del sistema nervoso centrale, che
origina dai precursori mieloidi del sacco vitellino e popola il cervello prima
della chiusura evolutiva della barriera emato-encefalica. Dal 5 al 15% delle
cellule del cervello in tutte le specie appartiene alla microglia, che presenta
una densità di 6000-8000 cellule per mm3, e svolge principalmente la
funzione di sistema immunitario innato, residente nel cervello. La microglia
sorveglia e controlla continuamente il suo ambiente mediante una rete altamente
dinamica di processi ramificati. La connessione tra la fisiologia microgliale e
aspetti morfo-funzionali particolari del cervello nei disturbi psichiatrici
maggiori e nei disturbi neuroevolutivi è stata rilevata e confermata in
numerosi lavori, ma finora non si è riusciti a stabilire un preciso rapporto
tra le alterazioni patologiche e i meccanismi del citoscheletro actinico che
generano e mantengono la struttura ramificata delle cellule della microglia.
James Scott-Solache e
colleghi coordinati da Josef T. Kittler hanno identificato un ruolo cruciale
del rimodellamento del citoscheletro actinico, mediante il complesso Arp2/3 e
il regolatore associato alla schizofrenia CYFIP1, nel sostenere la complessa
morfologia microgliale e l’efficace sorveglianza del cervello.
(Scott-Solache J. et al., Control of microglial dynamics by the Arp2/3
complex and the autism- and schizophrenia-associated protein CYFIP1. Proceedings of the National Academy of Sciences USA – Epub
ahead of print doi: 10.1073/pnas.2532488123, 2026).
La provenienza degli autori è la seguente: Department of Neuroscience, Physiology and
Pharmacology, University College London, London (Regno Unito);
Maastricht Centre for Systems Biology and Bioinformatics, Faculty of Science
and Engineering, Maastricht University, Maastricht (Paesi
Bassi); United Kingdom Dementia Research Institute at University College
London, Institute of Neurology, Faculty of Brain Sciences, University College
London, London (Regno Unito); The Cellular Phase of Alzheimer’s
Disease Laboratory, The Francis Crick Institute, London (Regno Unito).
Come si è detto introducendo l’argomento
dello studio qui presentato, la microglia rileva indici e segnali nella sua
sorveglianza dell’ambiente biologico di cui fa parte grazie a una rete dinamica
e complessa, costituita dai suoi processi ramificati. Nonostante le
numerosissime evidenze dei ruoli fisiologici rilevanti della motilità
microgliale nello sviluppo, nella neurodegenerazione, e nella patologia neuropsichiatrica,
poco è noto dell’apparato intracellulare che orchestra la dinamica dei processi
della glia immunitaria.
James
Scott-Solache, Josef T. Kittler e i loro colleghi hanno identificato dei ruoli
per i regolatori del citoscheletro actinico nel controllo del
comportamento della microglia. In particolare, hanno accertato che il complesso
ramificante Arp2/3 è di importanza cruciale per il mantenimento della
morfologia microgliale ed è richiesto specificamente per l’attività di
sorveglianza, e non è implicato nella motilità chemiotattica.
CYFIP1, di
cui si conosce l’associazione alla patologia neuropsichiatrica, è un
costituente fondamentale del complesso regolatorio WAVE, che collega le vie di
segnalazione a monte all’attivazione del complesso Arp2/3, ed è altamente
espresso nella microglia, ma la sua funzione è sconosciuta. Su questa base, Kittler,
Scott-Solache e gli altri hanno allestito verifiche sperimentali mediante
delezione condizionata di Cyfip1 nella microglia di topo.
Un
evidente impatto sulla complessità morfologica della microglia e sulla funzione
di sorveglianza nel parenchima cerebrale della delezione condizionata di Cyfip1,
era accompagnato alla completa assenza di effetti sulla chemiotassi. La
delezione di Cyfip1 determinava anche l’accrescimento del volume dei
lisosomi CD68 positivi nella microglia, così come l’aumento delle tipiche
immagini di engulfment al livello
presinaptico.
In
sintesi, il rimodellamento actinico operato da CYFIP1 e dal complesso Arp2/3
controlla le dinamiche microgliali e può distogliere la microglia dallo stato
omeostatico, potenzialmente implicandola nella genesi di anomalie funzionali
associate a condizioni neuro-psicopatologiche, quali le psicosi schizofreniche
e i disturbi dello spettro dell’autismo.
L’autrice della nota ringrazia
la dottoressa Isabella Floriani per la correzione della bozza e invita alla lettura delle
recensioni di
argomento connesso che appaiono nella sezione “NOTE E NOTIZIE” del sito
(utilizzare il motore interno nella pagina “CERCA”).
Giovanna Rezzoni
BM&L-21 marzo 2026
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